Sesso a pagamento con etichette

Perché uno fa sesso a pagamento con un’etichetta?

Chi appiccica etichette?

Mettere etichette è il passatempo preferito dalla mente. Etichetta ogni cosa, altrimenti non riesce a classificare nulla, e se non classifica non può controllare. Il fatto è che ha messo un’etichetta anche a te. O se preferisci ti sei fatto etichettare. E tu a tua volte metti etichette a destra e a manca.
Ti starai chiedendo: cosa c’entra questo col sesso a pagamento presente nel titolo?

Leggi fino in fondo e lo scoprirai!
Soprattutto, scoprirai che il fatto che la mente mette etichette, non vale solo per il sesso a pagamento, ma in ogni area della tua vita.


Più di una decina di anni fa ho conosciuto un mondo che per me esisteva solo fuori dai finestrini dell’auto. Un mondo che esiste prevalentemente nella notte, ma non solo.

Doccia gelata

Hai presente quando, nelle Spa ci sono le varie docce. Quelle più calde, quelle colorate e via discorrendo?

Bene! Poi c’è il secchio con l’acqua gelata. Beh, se lo sai, almeno ti prepari, ma se ci finisci sotto inavvertitamente e tu, o qualcun altro, da uno strattone alla corda, per un attimo non capisci più dove sei.

Ecco, a me era successa una cosa del genere. Il fatto è che il momento è durato un po di tempo.
In quel periodo, facevo volontariato e ho conosciuto delle persone che avevano un’attività, diciamo particolare. Si… insomma… quelle “signorine” che ai bordi delle strade fanno sesso a pagamento.

Scommetto che in questo preciso momento, mentre stai leggendo, ti sono venute in mente parole, magari anche molto “colorite”, con cui chiamare queste “signorine”

Non so se tu, che mi stai leggendo, sei maschio o femmina. Ancor meno, cosa pensi e come giudichi queste “signorine” e il lavoro che fanno.
Beh, è luogo comune, che fare sesso a pagamento sia il lavoro più vecchio del mondo.
Non so se è il lavoro più vecchio, ma di sicuro esiste da molto, molto tempo.

Da lì, poi è uscito anche il mio primo Romanzo pubblicato: “Bambola di Pezza” ora alla sua seconda Edizione, che parla di questa realtà, ma vista da un’angolatura molto diversa. Per scaricare 10 capitoli: Clicca QUI!

Nessun sermone

E se tu che mi stai leggendo sei un uomo, non so neppure se hai usufruito del lavoro di queste “signorine”.
Tranquillo, non sono qui per giudicare nessuno. Nemmeno per fare sermoni o per chissà cosa.

Da statistiche fatte sia da associazioni che da fonti ufficiali, risulta che gli uomini italiani che vanno con le “cosiddette signorine” siano almeno nove – dieci milioni.

Ti vedo con gli occhi un pochino fuori dalle orbite, vero?
Si… sono un bel numero!

Se poi ci aggiungessimo quelli che non ci vanno solo per paura, mi sa che il numero salirebbe ulteriormente.

Paura di cosa?
Beh… paura del giudizio degli altri, per esempio, paura di prendersi qualche malattia. Paura che la moglie, fidanzata o compagna lo scopra. Paura perché non sa a cosa va incontro. Paura che …

Insomma…ognuno ha la sua di paura. Qui ci sarebbe un discorso lungo da fare ma non è questo il momento. Continua a seguirmi perché ho intenzione di scrivere un articolo sul “discorso delle paure”.

Anzi, se hai suggerimenti, richieste o altro, scrivimi QUI e ne farò tesoro.

Nesso tra etichetta e sesso a pagamento

Cosa c’entra il discorso dell’etichetta?

Ora ci arriviamo.
All’inizio ti dicevo che la mente mette etichette a tutto. Ti ho spiegato, a grandi linee, anche il perché.
Quando hai letto delle “signorine”, che parole ti sono venute in mente per descriverle?

Scommetto che le hai definite: sante ragazze, salvatrici dell’umanità, brave donne…
No? Cavoli… mi sa che ho perso la scommessa… 🙂

Beh… immagino quali siano state le parole usate nei loro confronti. Non penso sia necessario ripeterle qui. Se qualcuno fosse all’oscuro e non sapesse che titoli vengono loro affibbiati, mi scriva pure in privato e farò l’elenco… 🙂

Ecco: tutte quelle sono Etichette!

etichette a go go

Cosa hai appena fatto?
Hai semplicemente dato delle etichette! E dando un’etichetta hai fatto quello che, in PNL, si chiama generalizzare.

Avendo messo delle etichette la tua mente le ha fatte diventare una generalizzazione. Non sono più persone ma sono diventate cose. Quindi , come tutte le cose, le puoi utilizzare come più ti piace. Le hai spersonalizzate.

Se non conosci molto di PNL ti faccio un esempio pratico per farti capire: vedi un bosco e dici che all’interno di quel bosco ci sono piante. Cosi facendo non stai lì a preoccuparti se ci siano faggi, castani, olmi, querce, pini, abeti, sequoie, noccioli.

L’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine.

Non devo certo spiegarti che una quercia e un castano hanno delle belle differenze, così come un nocciolo e un pino o un faggio con una sequoia.

Perché la nostra mente generalizza?

Per facilità. Per sprecare meno energie. Per essere più performante.
Ok… quando non ci interessa conoscere più in profondità, il lavoro è perfetto.

Ma…
Ma quando le differenze sono importanti? Quando è importante cogliere le sfumature. Quando ci sono di mezzo delle persone, il generalizzare diventa un boomerang.

Si… un boomerang grosso come una casa.

E cosa succede? Rischi di fare sesso a pagamento con un’etichetta. Rischi di fare sesso a pagamento con una “cosa”.
E l’etichetta cosa ti da in cambio?

Non molto! Qualche indicazione.

Lo so, mi potresti obbiettare che:

Ma a me non interessa il sesso a pagamento.

Va bene! Ti sento…
Il fatto è che la mente da etichette a tutto, come ti dicevo prima.
Facci caso.
Ogni volta che un, fatto, un avvenimento, una persona, la fai entrare in un gruppo più ampio, vuol dire che hai generalizzato.

Il dare etichette vale in tutti i campi, in tutto ciò che facciamo.

Ti faccio degli esempi in cui ti ritroverai di sicuro:

  • I giovani del giorno d’oggi sono ….
  • i bambini di adesso fanno…
  • le mamme di una volta facevano…
  • i padri di adesso valgono…
  • i politici sono tutti…
  • gli stranieri fanno solo…
  • gli italiani sono…
  • le ragazze dell’est sono tutte….

Scommetto che non hai trovato difficoltà a terminare le frasi, vero?

Penso che hai capito dove voglio andare a parare. Probabilmente anche tu fai parte di una di quelle macro-categorie o generalizzazioni.

E’ bene, è male?…

Ti risponderò con un’altra domanda, anzi, con una serie di più domande. Lo so che non si dovrebbe fare…ma per stavolta non ti ascolto 🙂

  • Ti è utile?
  • Ti fa stare bene?
  • Ti rende la vita più felice?
  • Rende il mondo in cui vivi, migliore?

Non lasciare cadere nel vuoto le domande che hai appena letto! Lì hai la risposta profonda.

Il nocciolo

Si perché il succo della questione è, come ti dicevo prima, che la mente etichetta tutto.
Per lei anche Tu sei un’etichetta!

Non è vero?

Nel momento che ti dici “io sono…questo/a o quello/a..”

  • non sono capace a…
  • sono idiota
  • sono meno bravo/a di…
  • non sono fortunato/a

… e via di questo passo.
Ogni volta che ti stai dicendo cose del genere, hai permesso alla tua mente di appiccicarti un’etichetta!

Fermati!
Fai un respiro profondo. Inspira profondamente dal naso, trattieni l’aria per uno o due secondi e poi espira lentamente a labbra socchiuse. Mentre lo fai porta tutta l’attenzione alla respirazione.

Poi ti chiedi: è vero quello che mi sto dicendo?
Lascia che ti arrivi la risposta e prosegui pure quello che stavi facendo. Se farai questo piccolo esercizio costantemente ti renderai conto che le “etichette” pian piano sbiadiranno fino a scomparire e la tua vita ne trarrà beneficio.

Lasciami qui sotto cosa ne pensi o suggerimenti e idee per qualcosa che avresti voluto che approfondissi in modo più dettagliato.

Grazie.

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