essere felice

L’Errore Assolutamente Da Non Fare Se Vuoi Essere Felice!

“Lamentarsi è più facile, più comodo, più rassicurante che essere felice. Per essere felici bisogna assumersi responsabilità, fare scelte, anche difficili, avere il coraggio per cadere e per rialzarsi, più e più volte. Puoi scegliere di lamentarti per tutta la vita. Puoi scegliere di lasciare che siano gli altri a scegliere per te. Puoi scegliere di essere una bottiglia di plastica che, in balia delle onde, si lascerà portare chissà dove dalla corrente. Oppure puoi reagire, non accontentarti mai, non lasciare mai che nessuno si permetta di dirti cosa puoi e cosa sai fare. Cosa raggiungere, come farlo. Puoi scegliere, ma puoi farlo solo tu. Devi farlo solo tu.”

(Guido Paolo De Felice)

Navigando per la rete mi sono imbattuto in questa riflessione che mi ha colpito in modo molto positivo.

Innanzitutto mi ha colpito proprio la prima frase:

Lamentarsi È Più Facile, Più Comodo, Più Rassicurante Che Essere Felici.

Tu cosa ne pensi?
Dici che potrebbe avere ragione?

Io dico di si.
Ebbene si, devo dare ragione a  Guido Paolo De Felice, lamentarsi sembra oramai diventato lo sport nazionale di maggior successo.

  • Ci si lamenta per la politica e per i politici.
  • Si inveisce contro la religione, i preti, la Chiesa, le altre religioni, ed ogni altra forma di culto.
  • Ci si lamenta per gli africani, gli extracomunitari in generale e in particolare, i sudamericani e anche per gli americani quando non fanno le cose secondo il nostro punto di vista.
  • Per non parlare della Merkel, della regina Elisabetta, di Putin, di Stalin e anche forse di Mao Tse Tung.
  • Ci si lamenta per i Cinesi che stanno comperando tutto e con i loro prezzi fanno crollare il mercato, per i tedeschi che comandano in “casa nostra”, per l’euro che ci rende tutti poveri.
  • Ci si lamenta per le banche perché ci rubano i soldi e fanno le leggi a loro piacimento, per le multinazionali che se ne fregano del bene di noi e pensano solo al loro tornaconto.

Le lamentele si fermano qui?

No…:

  • Se siamo dipendenti ci lamentiamo del datore di lavoro che ci sfrutta e viceversa se siamo datori di lavoro, ci lamentiamo dei dipendenti che ci succhiano i soldi.
  • Che dire, poi, del’imbranato che non sa guidare e sta fermo al semaforo anche quando è scattato il verde?
  • Ci si lamenta del vicino che fa rumore a tutte le ore, senza prestare attenzione che alle tre del pomeriggio uno potrebbe anche aver voglia di farsi un riposino,
  • e dell’inquilina al piano di sopra che bagna i fiori e che spruzza gocce d’acqua sul nostro immacolato balcone.
  • Ci si lamenta dei figli del nipote del giardiniere che fanno schiamazzi e dei loro genitori che non sono capaci di educarli a dovere.
  • Ci si lamenta del cane che sta al quarantesimo piano, quando noi abitiamo al secondo, perché delle volte ha il coraggio di abbaiare.
  • Ho sentito anche lamentarsi degli alberi che in autunno hanno la sfacciataggine di perdere le foglie ( si ho sentito anche questa… :)… non me la sono inventata.

Beh…. l’elenco potrebbe continuare quasi all’infinito e se tu vuoi aggiungere qualche lamentela che non ho inserito qui sopra, puoi farlo tranquillamente nel box che troverai alla fine dell’articolo… 🙂

Ho già scritto un articolo a riguardo: Come smettere di arrabbiarsi e lamentarsi senza essere un maestro Zen.

Perché lamentarsi è un errore che non ti permette di essere felice.

Prova a pensarci!
Mentre ti lamenti cosa fai? O meglio: cosa fa fa la tua mente?

Hai riflettuto?
Bene!… 🙂

Adesso voglio sentire la tua risposta!
Ah…non si può perché al massimo me la puoi scrivere. Hai ragione 🙂

Va bene, ti dirò la mia, e vediamo se ci troviamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Mentre ti lamenti scarichi la responsabilità del “come ti senti” sugli altri o sulle situazioni esterne a te.

E’ la stessa tua risposta?
Che ti trovi d’accordo oppure no, mi piacerebbe che me lo scrivi nel box qui sotto. Diventa un modo per uno scambio e confronto “vivo” .

E cosa accade quando scarichi la responsabilità?

Accade che dai potere agli altri:

  • alle altre persone
  • alle situazioni che accadono.

Non sei più Tu il timoniere della tua nave, chiamata vita.
O come direbbe Giulio Cesare Giacobbe nel suo libro” Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”, inizi a crearti tutti quei pensieri nevrotici che inquinano la tua vita. In pratica ti auto saboti, ti scavi la fossa con le tue stesse mani.

Oltretutto, accade anche un’altra cosa!
Quale?

Che cedi parte della tua energia!
Ci scommetto che se ci rifletti, dopo che hai finito di lamentarti, ti senti come se avessi meno forze, meno energia appunto!

Non è oramai più una novità che ognuno di noi e tutto ciò che esiste è fatto di energia.
Da Einstein in avanti, anche la scienza, diciamo tradizionale, ha confermato tutto questo.

E allora?…

E allora: per essere felice cosa ti serve?

Serve assumersi delle responsabilità, fare scelte.

Già, ecco il rovescio della medaglia, ecco dove “casca l’asino” come si dice dalle mie parti.

No, tranquillo, non voglio darti dell’asino, perché il primo sarei io… e non mi piace essere un asino. Un cavallo magari, quello si, ma un asino… mmm… anche no… 🙂
Lo so che magari tu vorresti essere felice, come se la felicità potesse piovere giù dal cielo.
Si magari a volte succede, ma non è certo la regola.

Serve cambiare il modo di vedere le cose!

Guarda l’altro lato della medaglia:

Questo significa che tu sei il timoniere della tua vita!

Lo so che non è facile. Anche perché ci sono convinzioni e condizionamenti vecchi di anni, se non di secoli e millenni. (Ma qui ci addentreremmo in un territorio tutto da esplorare e questo non è il momento)

All’inizio sembra tutto molto complicato e quasi impossibile, ma poi…
Certo, non puoi fare “il salto” dall’oggi al domani.
Sarebbe come voler scalare l’Everest in infradito ( come mi piace dire), sarebbe da incoscienti.

Il cammino verso questa nuova consapevolezza va intrapreso partendo da dove sei adesso!

Ma poi…
Man mano che prendi dimestichezza con le tue nuove conoscenze e consapevolezze, acquisti nuove energie che non immaginavi neppure esistessero.

Hai notato la differenza?

Lamentandoti e scaricando la responsabilità: perdi energia
Assumendoti responsabilità e facendo tu le scelte: acquisti energia.

Ed il cammino diventa sempre più interessante e meraviglioso ad ogni nuovo passo.

Questo è spiegato molto bene nell’Alchimista di Coelho di cui ne parlo QUI.

E concentrandoti sul passo che stai facendo proprio Adesso, in questo preciso istante fai una scoperta: Ti accorgi di essere felice proprio ora e che la felicità non è qualcosa che arriverà a forza di cercare, come dice E. Tolle nel suo libro: Il Potere di Adesso.

La felicità, al contrario di quello che vogliono farti credere, non è un qualcosa da raggiungere come se fosse la soluzione di tutti i tuoi problemi.

Anche la felicità, se la fai diventare un fine, ti creerà problemi essa stessa.

Lo spiega molto bene E. Tolle nel libro che ti ho appena menzionato e che è uno di quei libri che non dovrebbe mancare nel percorso di vera e profonda crescita personale. (Questo naturalmente è il mio piccolo e modesto parere) 🙂

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